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Professioni non regolamentate: facciamo chiarezza

Sono numerosissimi in Italia e nel mondo i professionisti che operano senza appartenere ad un albo o un ordine professionale. Tali professioni sono tecnicamente definite come non regolamentate poiché non sono mai state oggetto di tutela da parte dell’ordinamento giuridico. A regolamentare per la prima volta la disciplina dei professionisti senza ordine è la legge n. 4 del 14 gennaio 2013. Rientrano in questa disciplina delle professioni non ordinistiche ad esempio: amministratori di condominio, naturopati, kinesiologi, counselor, fotografi e tante altre professioni, tra cui i professionisti della mobilità.

Sono escluse dall’ambito di applicazione della legge tutte quelle professioni il cui esercizio presuppone la preventiva iscrizione a un ordine o un collegio professionale, come ad esempio gli avvocati, dottori commercialisti, geometri, medici, ecc. Tali figure svolgono la propria attività con modalità e competenze che sono state specificatamente a loro riservate.

La normativa nazionale mira a garantire la tutela del consumatore e si stima che le professioni comprese in questa definizione siano oltre 200, esercitate da più di 3 milioni di persone in Italia. Alcune di queste attività sono più tradizionali: chi non ha sentito parlare almeno una volta di un amministratore condominiale? Altre professioni sono più moderne e digitalizzate come il web designer. In ogni caso ci troviamo davanti a professionisti che svolgono attività dopo aver partecipato a corsi di formazione ed essersi specializzati privatamente. Deka Corsi Online negli anni ha sviluppato dei corsi professionalizzanti per dare accesso alle nuove realtà lavorative non regolamentate presenti sul mercato.

Quali obblighi ci sono per le professioni non regolamentate?

La legge n 4/2013 non impone nulla di particolare ai professionisti, non è necessario possedere titoli pregressi o iscriversi a una associazione. Lascia ampia libertà di scelta e pertanto vogliamo sottolineare che non esiste alcun obbligo di essere iscritti a una associazione.

Qualora non venga rispettata l’indicazione da riportare in fattura oppure il professionista tenda ad utilizzare tecniche e procedure riservate a laureati, sarà sanzionabile a norma del codice del consumo D. Lgs. n. 206/2005. In questo caso è applicata una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 5.000 a 500.000 euro a seconda della gravità e la durata della violazione.

Per verificare le informazioni riportate in questo articolo basta collegarsi al sito della Gazzetta Ufficiale dove è possibile leggere il testo completo della normativa.

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